SamuelitosWay
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User Score Distribution
positive
3(38%)
mixed
4(50%)
negative
1(13%)
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Games Scores
Jul 8, 2026
Elden Ring Nightreign7
Jul 8, 2026
In breve (prosegue dopo) PRO
- Gestione mordi e fuggi divertente
- Movement rinnovato
- Campioni vari e divertenti da sperimentare
- Gestione dei livelli intelligente e leggera
- Possibilità di build varia
- Varietà di situazioni
CONTRO
- Riciclo di asset veramente troppo pesante
- Esperienza poco bilanciata se non giocata in gruppo
- Alcuni boss eccessivamente sbilanciati
- Bug sparsi nel respawn
- Hitbox alle volte poco convincenti QUINDI
Se cercare un soulslike leggero e da giocare in gruppo senza dover spendere centinaia di ore, Nighreign è il gioco che fa per voi, a patto che chiudiate un occhio sui bilanciamenti e sul riciclo di animazioni e ambientazioni. Per esteso Elden Ring Nightreign è l'incontro tra Elden Ring e il genere roguelike, da intendere più come un esperimento che come un vero capitolo classico di casa From (di fatti, non è stato Miyazaki a occuparsi della direzione). L'obbiettivo di questo peculiare spinoff è quello di sperimentare: nuova modalità di gioco, nuove movenze, nuovi **** e nuovi boss. Tutto oro quello che luccica? Partiamo dalla modalità di gioco, una sorta di sopravvivenza: verremo catapultati in una mappa generata proceduralmente dove c'è, un po' come nei battle royale, un cerchio che si stringe fino a un punto finale, teatro dello scontro con 1 boss maggiore. Il nostro scopo è sopravvivere al restringimento mentre ci potenziamo uccidendo e sgominando i vari accampamenti presenti sulla mappa. Una volta superato questo ciclo 2 volte, avremo la possibilità di affrontare "il boss della notte", ovvero la prova finale. Se in giro per la mappa sono presenti tutti i nemici già sperimentati nel gioco base, alla fine di ogni ciclo ci potrebbe attendere uno dei tanti boss che hanno popolato la trilogia originale della saga, dando vita a momenti di stupore non indifferenti per chi avesse vissuto quei capitoli in prima persona. Il riciclo di questi **** non è di per se un problema, lo è invece la poca varietà di boss proposti, che nel giro di qualche ciclo torneranno inesorabilmente a ripetersi. Ex novo tutti i boss "della notte", che però soffrono dello stesso problema di Shadow of the Erdtree, ovvero una leggibilità non sempre chiara e momenti di caos che rendono il fight spesso sbilanciato e poco gratificante. La mappa in cui si svolge il tutto presenta 3 versioni, ognuna con una sua proceduralità peculiare: gli accampamenti e le zone che visiteremo sono tutte riciclate dal gioco base, salvo un paio di aree esclusive ma che sicuramente non risultano memorabili o indimenticabili. Presenti eventi specifici in alcune aree che aiutano a rendere più varia l'esperienza, ma nulla che rimanga poi veramente impresso nell amente del giocatore. Notevole aggiunta è quella dei campioni, **** pre costruiti, ognuno con una sua abilità primaria attiva, una passiva e una mossa finale con cui affrontare i vari scontri: questi **** sono ben diversificati e spingono su diverse meccaniche ereditate dai titoli From precedenti, come il **** che possiede una "spada da parry" che funziona esattamente come quella di Lupo in Sekiro. Provarli tutti è divertente e spendere qualche ora per concentrarsi su uno regala anche soddisfazioni non indifferenti. La progressione non è come nei classici souls, questo per far fronte a un titolo frenetico e in continuo movimento: i nemici sconfitti lasceranno cadere delle anime che, portate al falò, ci possono far salire fino al livello 15. Ogni livello scala automaticamente le nostre statistiche: alla nostra morte perderemo un livello e il nemico che ci ha uccisi porterà con se le anime necessarie a ripristinarlo. Come ogni buon roguelike che si rispetti, è presente la possibilità di poter scegliere 1 tra 3 potenziamenti casuali una volta ucciso un miniboss o un boss, scelta che ci permetterà di costruire la nostra build. Buona la varietà di armi, alcune storiche, altre del gioco base, altre ancora uniche di Nightreign: come nei titoli base, alcune sono molto più forte di altre, ma sperimentare è sempre un piacere. Data l'assenza di peso equipaggiabile (si è sempre in mid roll), è possibile sperimentare le **** più disparate, come due armi colossali alla volta, senza paura di peso o danni da caduta. Nota dolente il bilanciamento in singolo: il gioco in gruppo risulta vario e funzionale, in solo, però, tutte le meccaniche vitali che rendono vantaggioso il lavoro in gruppo non vengono rimpiazzate da oggetti sufficientemente potenti o che possano rendere l'esperienza meno frustrante. Elden Ring Nightreign è un vero e proprio esperimento che attinge da tutta la storia From Software per provare a ottenere qualcosa di nuovo: divertente e sfidante, tuttavia ricicla troppi asset e diventa monotono in troppo poco tempo. Consigliato per tutti gli appassionati, meglio ancora se in gruppo.
PlayStation 5
Jul 8, 2026
Astro Bot9
Jul 8, 2026
In breve (per esteso dopo) PRO
- Uso del DualSense totale e divertente
- Comparto grafico fresco e gradevole
- Caratterizzazione dei bot meravigliosa
- Livelli sempre stimolanti
- Collezionabili a tema
- Difficoltà accessibile
- Varietà dei nemici soddisfacente CONTRO
- Difficoltà troppo bassa di alcune sezioni
- Power up "usa e getta"
- Longevità e rigiocabilità rivedibili QUINDI Astro Bot è uno splendito platform, una lettera d'amore per i fan di Sony e del genere, in grado di regalare sorrisi e momenti di nostalgia molto forti, senza mai dimenticarsi di sperimentare e divertire. Consigliatissimo. Per esteso Per anni (e forse tutt'ora) Sony è stata alla ricerca di una mascotte che potesse rappresentare il brand, ultima in ordine cronologico Aloy, protagonista della saga di Horizon. Questa ricerca è arrivata al suo naturale compimento quando, banalmente guardando a ciò che era già installato su ogni PS5, si sono resi conto che i bot di Astro Bot rispondevano a tutte le caratteristiche richieste da una mascotte. Rimasti intrappolati in un pianeta deserto e con la nostra PS5-astronave distrutta dopo lo scontro con un mostro alieno, ci troviamo costretti a dover trovare in giro per la galassia i componenti necessari alla riparazione, parte così un'avventura platform 3D semplicemente deliziosa: tanti livelli, tanti ambienti diversi e una grande varietà di gadget che rendono le circa 10 ore necessarie al completamente sempre varie e stimolanti. I collezionabili, immancabili per il genere, sono rappresentati dalle decine di **** della storia di PlayStation, riuscendo a resuscitare **** dell'epoca PS1. Non si contano gli ester egg e le citazioni generali, sempre gradite e che stimolano sempre l'esplorazione e la rigiocabilità di alcuni dei livelli disponibili. Astro Bot è il titolo che meglio sfrutta il DualSense (tanto da farne un protagonista all'interno del gioco stesso): il feedback aptico dei grilletti adattivi è sempre un piacere da sperimentare, la vibrazione simula divinamente elementi finissimi come la pioggia o come i piedini robotici del nostro protagonista sulla sabbia. In questo senso, protagonisti assoluti i power up, gadget che conferiscono potenziamenti al nostro protagonista e che funzionano in maniera differente l'uno dall'altro: le mani da scimmia ci permettono di scalare i muri aggrappandoci ai grilletti, le postazioni di tiro ci permettono di sparare lame mirando con il giroscopio del controller e così via. Insomma, tante idee e tutte ben studiate. I livelli sono vari e la difficoltà, seppur generalmente tarata verso il basso, offre ore di divertimento spensierato: alcuni livelli, più ispirati di altri, offrono una sensazione di libertà nell'approccio e generalmente si crea sempre quell'effetto del "faccio l'ultimo e stacco", anche solo per scoprire cosa gli sviluppatori si siano inventati. Sono presenti alcuni livelli opzionali, studiati apposta per essere particolarmente sfidati per i giocatori: un'aggiunta che rende ancora più profondo il titolo e, in alcuni di questi livelli, raggiunge picchi di difficoltà degni dei platform classici. Nota di merito anche al comparto grafico: pulito, colorato e ben modellato, l'aspetto visivo di Astro Bot rappresenta la perfetta sintesi tra la bellezza estetica dei paesaggi e la funzionalità sempre fluida del motore di gioco, creando anche scorci particolarmente soprendenti. Astro Bot è quindi un titolo accessibile a chiunque e particolarmente consigliato ai fan di vecchia data, che nel gioco si divertiranno a scovare le decine e decine di **** storici del brand nascosti per i vari livelli. Consigliatissimo
PlayStation 5
Jul 8, 2026
Pokemon Legends: Z-A2
Jul 8, 2026
In breve (dopo per esteso) PRO
- La cattura e collezione dei Pokémon
- Sistema di combattimento nuovo CONTRO
- Aspetto tecnico drammatico
- Città desolata e desolante
- Modelli dei Pokèmon terribili
- Sistema di combattimento poco divertente - Totale assenza di attenzione alle caratteristiche dei Pokèmon
- Trama e dialoghi veramente troppo piatti
- Totale assenza di senso di avventura QUINDI Leggende Pokèmon Z-A è semplicemente il peggior videogioco che abbia mai inserito sulla mia Switch 2: non c'è cura nello sviluppo, non c'è attenzione nella costruzione del mondo e non c'è minima intenzione di costruire un esperienza che possa anche solo risultare interessante. 0. Sconsigliato per chiunque, anche gli irriducibili. Per esteso. Se Leggende Pokémon Arceus ha rappresentato il lato creativo e speranzoso di Game Freak, che con le nuove aggiunte apriva a un futuro fatto di innovazione e sperimentazione, questo Z-A rappresenta semplicemente il punto più basso che un titolo con dei mostri collezionabili possa rappresentare. Sotto quale punto di vista? Nominatelo voi, va bene qualsiasi cosa. Luminopoli, protagonista del gioco, è la parte che meglio riassume il prodotto: scialba, vuota, poco curata, poco caratterizzata. La città che ospita le vicende del gioco, infatti, no presenta alcun tratto caratteristico, se non per l'involontaria comicità di alcuni scorsi, veramente pessimi. L'idea di creare una metropoli che potesse far convivere umani e Pokémon attraverso piccole oasi dedicate si schianta contro una realizzazione veramente terrificante: creature esotiche incastrate tra un marcapiede e un palazzo, Pokémon maestosi nascosti dietro l'unico albero di una piazza in un angolo della mappa e intere vie popolate di sola desolazione e qualche umano fermo immobile a lato. Introduciamo, così, il vero disastro: il comparto tecnico. Non ci sono mezze misure, Leggende Pokémon Z-A è semplicemente il prodotto videoludico "Tripla A" con la peggior realizzazione tecnica presente su Switch 2: pop up, pop in, caricamenti, modelli con poligoni a vista, frame rate, stabilità, ombre, scorci, teering, tutto tristemente aberrante. Se Leggende Arceus era giustificato dalla sperimentazione fatta, Z-A non può essere in alcun modo preso con lo stesso piglio: per la prima volta da quando ho per le mani una console Nintendo mi sono dovuto fermare dal giocare per il senso di nausea provocatomi dal gioco che stavo giocando. Il nuovo sistema di combattimento, non più a turni, a mio personale modo di vedere non approfondisce il gioco, anzi, rende meno tattiche battaglie che già prima erano molto basilari: se nella mente degli sviluppatori il combattimento "con cooldown" doveva dare un aspetto più strategico, con la possibilità di concatenare combo di mosse, il risultato ottenuto è ben lontano da quello desiderato, dato che le battaglie si risolvono in base a quanto velocemente viene spammata la mossa subito dopo che questa si è ricaricata ed è tornata disponibile. Rimane il classico sistema di debolezze tipico della serie, viene aggiunta la possibilità di muoversi e di muovere il proprio Pokémon all'interno dell'arena, ma niente di tutto ciò aiuta a rendere i combattimenti più divertenti, in alcun modo. Dal punto di vista della scrittura non ci siamo: i giochi del franchise non hanno mai brillato per profondità, ma qui tocchiamo profondità desolati. Dialoghi pomposi e inutilmente lunghi, intrecci narrativi pessimi e la generale sensazione che il team di creativi abbia scritto la sceneggiatura pensando di avere davanti delle persone con Q.I inferiore al 7, più che dei videogiocatori, adulti o bambini che siano. L'idea della lega di lottatori notturna ha anche del potenziale se presa singolarmente, ma la realizzazione... si viene catapultati in queste zone di lotta, totalmente vuote, dove i pochi avversari stanno totalmente immobili fissando un punto nel vuoto, in attesa di combattere. Se questo poteva essere anche un metodo strategico per trovare strade dove si potessero fare meno scontri possibili quando i nostri Pokémon erano esausti nei vecchi titoli 2D, qua è semplicemente inaccettabile: che senso ha un'area adibita al combattimento faccia a faccia per vedere chi è il più forte se poi posso colpirti alle spalle di sorpresa? Condisce il tutto anche una generale assenza di attenzione alle caratteristiche dei Pokémon stessi: un esempio su tutti, la possibilità di poter trovare creature notturne alla luce del sole, e si potrebbe andare avanti. In definitiva, Leggende Pokémon Z-A è un totale dramma videoludico: poche idee, confuse, realizzazione pessima e nessuna voglia di stupire, ma solo di campare di rendita su una formula che ha sempre funzionato ma che mi chiedo, a questo punto, quanto ancora potrà tirare avanti. Sconsigliato a chiunque, che siano essi irriducibili o simpatizzanti, chiunque: la peggior esperienza Pokémon (e forse anche non) riproducibile su una Switch
Nintendo Switch 2
Jul 8, 2026
Alan Wake II9
Jul 8, 2026
In breve (continua per esteso) PRO
- Trama allucinante e allucinata
- Migliora comparto tecnico dell'intera generazione
- Sistema di combattimento migliorato
- Level design di livello assoluto
- Secondo **** di altissimo livello
- Aggiunta del palazzo mentale sublime
- Ambientazione e modelli di livello assoluto CONTRO
- Alcune boss fight inutilmente frustranti
- Ripetitività in piccole fasi
- Durata che poteva essere ridotta, seppur di poco QUINDI
Alan Wake II rappresenta un'eccellenza del settore: storia incredibile, attori perfetti, comparto tecnico tra i più straordinari di sempre, sistema di combattimento molto più fluido ed esperienza horror senza paragoni. Must Have Per esteso Alan Wake è uno di quei titoli che fa storia un po' a parte: un mondo ineguagliabile, una trama peculiare e un sistema di combattimento che lo rende veramente unico. Per quanto fosse complicato portare avanti e migliorare il primo capitolo, questo seguito non solo rende giustizia al nome che porta, ma lo eleva a eccellenza assoluta del settore. La storia è ambientata 13 anni dopo la fine del primo capitolo (proprio come nella realtà, 2010 l'1, 2023 il 2) e segue le vicende di Alan e di Saga Anderson, investigatrice che rappresenta la grande novità di questo sequel: Saga, infatti, ha un'abilità unica, il palazzo mentale, ovvero un luogo astratto (accessibile con un tasto senza caricamenti, assurdo), in cui la ragazza fa il punto sui suoi casi, dove unisce gli indizi raccolti e dove può interrogare, tramite un sistema unico, i **** coinvolti nella trama per ricavare nuovi indizi e nuovi elementi per risolvere i vari casi. A dare vita a questo mondo unico è il Northlight Engine, motore di gioco che rende il titolo spaccamascella: siamo davanti a una delle rappresentazioni visive di un videogioco forse più belle di sempre. ****, elemento chiave nell'universo del gioco, è sublime, con giochi di luci e ombre che lasciano senza fiato in più di un'occasione: l'iconica torcia costruisce coni di luce convincenti, gli ambienti sono perfettamente modellati e restituiscono un senso di occlusione e claustrofobia unici per il genere. Plauso particolare alla mimica dei volti: siamo davanti a un'animazione in motion capture di livello totale, i **** hanno espressioni e microespressioni incredibili, che danno, in alcune fasi, la sensazione di star guardando un filmato più che un render. Tutto questo è esaltato ed esalta in maniera clamorosa gli attori scelti per il titolo: parliamo di un vero e proprio casting, con **** semplicemente perfetti, con fisionomie e mimiche che rendono il mondo di gioco credibile e sempre convincente. Il sistema di combattimento migliora rispetto al primo capitolo: rimane il sistema imprescindibile della torcia, ma le diverse bocche da fuoco rendono l'esperienza varia e interessante, anche se è forse un po' troppo sotto tono le boss fight che se dal punto di vista della scrittura sono un apice emotivo sempre di altissimo livello, lo stesso non si può dire per l'esecuzione nel gameplay, con alcuni boss inutilmente frustranti. Ottimi anche i puzzle, sempre molto facilmente leggibili: in questo, da sottolineare quelli dedicati ad Alan, che con la sua lampada può letteralmente alternare due mondi per risolvere diverse situazioni (altro flex assoluto del motore grafico). Alla lunga, alcune fasi risultano forse un po' ripetitive: togliendo alcune parti, soprattutto verso il finale, il gioco sicuramente ne avrebbe giovato, ma stiamo cercando il pelo nell'uovo. Alan Wake II rappresenta semplicemente un'eccellenza, un gioco generazionale che ha avuto l'unica pecca, a detta del mercato, di uscire prima digitale che fisico. La versione fisica oggi include il DLC che, pur non essendo dello stesso livello del gioco base, rappresenta comunque una gradevole aggiunta. Must Have
Xbox Series X
Jul 8, 2026
Alan Wake Remastered7
Jul 8, 2026
In breve (dopo per esteso) PRO
- Un classico svecchiato
- Trama ancora divertente (e folle)
- Sistema di combattimento unico CONTRO
- Remastered veramente pigra
- Combattimento legnoso
- Problemi nella gestione degli input QUINDI
Se vi siete persi questo grande classico, Alan Wake Remastered è praticamente un must: questa versione rimasterizzata non reinventa la ruota, ma fa abbastanza per rendere fruibile al pubblico moderno un titolo semplicemente imperdibile. Per esteso Alan Wake è serenamente inseribile tra i grandi classici del videogioco: uno scrittore bloccato, una città surreale e un sistema di combattimento unico nel suo genere, tutti elementi che rendono Alan Wake semplicemente unico. Uscito originariamente nel 2010 per Xbox 360, Alan Wake è stato un capo saldo tra le esclusive Xbox e l'arrivo della remastered nel 2021 poteva offrire nuova vita a questo titolo, peccato che il lavoro di rimasterizzazione sia stato veramente troppo pigro e troppo leggero. Le texture sono migliorate, il frame rate anche, ma niente che un normalissimo pc non avrebbe potuto fare avviandolo con le impostazioni al massimo. Il gioco è quello, il classico che abbiamo tutti amato, ed è il motivo per il voto positivo di questa recensione, tuttavia un sistema di combattimento interessante ma invecchiato mediocremente, un sistema di movimento legnoso e un problema nella gestione dei comandi non mi permettono di avere un voto più alto. Un classico da recuperare, un must have se si chiude un occhio sul comparto tecnico
Xbox Series X
Jul 8, 2026
Pokemon Legends: Arceus7
Jul 8, 2026
In breve (dopo per esteso) PRO
- Finalmente un cambio formula della serie
- Open map interessante
- Sistema di cavalcature vario e funzionale
- Sistema di cattura dei Pokemon gradevole e gratificante
- Finalmente il sistema di crafting
- Tanti contenuti
- Possibilità di completare il pokedex in singolo CONTRO
- Lato tecnico davvero pessimo, anche su Switch 2 - Mappe aperte ma veramente troppo vuote, troppo morte
- Effetto monotonia che arriva in fretta
- Mappe artisticamente molto poco ispirate
- Level Design poso stimolante
- Secondarie vaste ma troppo simili tra loro QUINDI Se siete fan pokemon e non giocate da una vita a un nuovo titolo, Leggende Arceus è la ventata di aria fresca che cercavate. Se siete nuovi della serie potrebbe essere il punto di ingresso per voi, a patto di accettare un lato tecnico davvero insufficiente Per esteso La serie di videogiochi Pokémon ha visto gloria e fama ai leggendari tempi del GameBoy, gloria e fama che non è più riuscita a ritrovare con l'avanzare delle console: DS ha fatto da ponte tra un passato glorioso e un presente quantomeno mediocre, con una sensazione perenne di pigrizia e "pancia piena". Leggende Arceus prova a invertire questo trend, con tante idee nuove e voglia di innovare. Prima grande novità: le mappe aperte in un mondo 3D. Il gioco si sviluppa in diverse aree, con diversi biomi, che presentano diversi Pokémon. Le aree sono esplorabili liberamente a piedi o in sella a diversi Pokémon unici che si sbloccano col tempo e che rendono il backtracking molto interessante e gratificante. Seconda grande novità: il crafting. Le pokeball ora possono essere craftate raccogliendo materiali e minerali senza doverne necessariamente acqistare: con loro anche un'ampia gamma di oggetti che possono facilitare la progressione durante il gioco. Terza e ultima novità, la più importante: il sistema di cattura e combattimento. Siamo sempre stati abituati a incontrare Pokémon casuali nell'erba alta e a combattere per catturarli: Arceus stravolge la formula, permettendo ai giocatori di nascondersi nell'erba alta e catturare le creature lanciando direttamente la pokéball, con colpi critici per mostri colpiti alle spalle. Il combattimento introduce ora colpi rapidi e colpi potenti, aggiunte che non stravolgono ma rendono variegata la solita formula (come al solito, divertente e assuefacente). Questo nuovo sistema di cattura è sicuramente il più grande pregio del titolo, aggiunta che ora non può essere più trascurata nei nuovi titoli. Interessanti anche le fratture temporali, eventi a tempo che fanno spawnare in un area precisa Pokèmon che non sarebbero trovabili da nessun altra parte: novità che apre le porte alla possibilità, per la prima volta nella serie, di chiudere il pokedex completamente da soli, funziona che ho apprezzato incredibilmente tanto. Imprescindibile TUTTAVIA, ci sono dei grossi ma.
Primo fra tutti il comparto tecnico: non ci siamo con le modellazioni, né quelle delle mappe, né quelle dei modelli, che risultano sempre plasticosi e poco rifiniti. L'esempio perfetto sono le montagne, in alcuni punti per nulla rifinite e con texture stretchate, veramente imbarazzante. Le mappe, per quanto varie, risultato proprio vuote e smorte: vaste distese di nulla in cui i mostri popuppano in maniera vistosa. Sono presenti gli alpha, creature dominanti di una certa specie, eppure non è presente una vera e propria mandria che renda la sua presenza particolarmente maestosa. Il sistema di progressione a biomi è interessante al primo passaggio, ma risulta veramente troppo ripetitiva sul lungo periodo: bello esplorare zona per zona, ma la qualità dei biomi cala con l'avanzare dell'avventura, con le ultime due aree veramente pessime e poco stimolanti. Endgame non particolarmente ricco, ma rappresenta sicuramente una sfida interessante, al contrario del resto del gioco. Leggende Pokémon Arceus è sicuramente una ventata d'aria fresca, una gradevole aggiunta e una visione speranzosa del futuro. Il titolo è la rappresentazione perfetta del 7.5: se da un lato abbiano nuove meccaniche interessanti e divertenti, dall'altro ci sono problemi tecnici e di concept che rendono pesante la progressione. Consigliato per chi non è mai stato attratto dalla vecchia formula Pokémon, o per i fan in cerca di una ventata d'aria fresca
Nintendo Switch
Jul 8, 2026
Grind Survivors7
Jul 8, 2026
In breve (segue per esteso) PRO
- Stile grafico e stabilità complessiva del comparto tecnico
- Ottima varietà delle armi
- Interessanti possibilità di costruzione di build, anche radicalmente differenti
- Sviluppo e modifica delle armi varia e stimolante
- Effetto "grind" presente ma non pesante CONTRO
- Poca varietà di mappe, sia nell'estetica che nei contenuti
- Nemici sbilanciati
- Difficoltà troppo facilmente rompibile con le giuste build
- Carenza di contenuti e ****
- Progressione poco stimolante dopo le primissime ore
- Ispirazione forse un po' troppo palese a War Hammer QUINDI
Se Vampire Survivors vi ha rapito e cercate un alternativa interessante, Grind Survivors è il titolo che può fare per voi Per esteso
Vampire Survivors ha dato il via a un genere a parte molto peculiare: visuale isometrica, comandi base e centinaia di migliaia di nemici da falciare per ore. Grind Survivors riprende questa formula con uno stile peculiare, molto più simile a un War Hammer (anche troppo simile?): introduce il concetto di armi e forgiatura delle armi, con diversi livelli e diversi perk, simile alla forgiatura delle armi di Diablo IV, che rende interessante e stimolante il farmare materiali. Il "grind" nel titolo non è assolutamente casuale: il gioco presenta diversi modi per potenziare il ****, dalle rune alle armi, dai livelli delle statistiche ai **** in se. Le run nelle diverse mappe danno diversi tipi di valuta utile al potenziamento, i boss e miniboss droppano armi e materiali, sistema che rende utili anche le run che finiscono prima del tempo, dandoci la possibilità di crescere dopo ogni partita. Tuttavia, Grind Survivors non raggiunge mai i picchi del suo capostipite: i livelli sono monotoni, le mappe troppo uguali e veramente troppo piatte. Interessanti ma non sufficienti gli altari da attivare per potenziare il ****: una variabile che da un senso di scoperta, ma dopo un paio di partite questo senso scompare in favore della noia. Sicuramente apprezzata la possibilità di creare delle build incastrando diverse rune e abilità, tuttavia sono poche le possibilità di power up e alcune build sgretolano completamente il gioco: la difficoltà e il grind si basano sul fatto che ogni nuova mappa droppi degli oggetti più forti rispetto a quella precedente, "resettando" la progressione a ogni livello superato. Questo sistema ha un suo equilibrio, che viene però distrutto all'arrivo di alcune armi che, in combo con alcune abilità, distruggono totalmente il gioco, ritrovandosi con armi di metà gioco che sgretolano i boss delle ultime mappe, facendo venire così meno sia il senso del grind di questo specifico titolo, sia la voglia di sperimentazione. In definitiva, Grind Survivors è un titolo con del potenziale ma che necessita ancora di qualche ritocco per poter brillare davvero: consigliato per chi ha amato Vampire Survivors, sconsigliato per chiunque altro
Xbox Series X
Jul 7, 2026
Forza Horizon 69
Jul 7, 2026
In poche parole (prosegue per esteso dopo) PRO
- Mappa vasta e divertente
- Decine di ore di contenuti (più tutto ciò che è già programmato, con eventi in arrivo)
- Tante modalità e difficoltà scalabile
- Alta personalizzazione dei mezzi, sia nell'estetica che nelle prestazioni - Modello di guida convincente e divertente CONTRO - Mappa "plasticosa"
- Collisioni e penalità in modalità online non sempre chiare
- Poco senso di progressione nella potenza delle auto QUINDI
Se cercare un gioco di auto arcade con cui spegnere il cervello e passare decine di ore guidando in paesaggi mozzafiato con auto leggendarie, Forza Horizon 6 è un must have, garantendovi decine (se non centinaia) di ore di contenuti freschi e sempre stimolanti. PER ESTESO Perfetto riassunto di tutti gli altri capitoli della serie, Forza Horizon 6 è semplicemente l'apice della serie: mappa vasta e variegata, tanti punti di interesse, tanti eventi e soprattutto, come sempre, una valanga di auto di ogni **** modello di guida è pulito e più "driftoso" degli altri capitolo (le auto tendono a intraversarsi abbastanza facilmente), ma con una grande scalabilità rispetto alla simulazione. Si prende molto facilmente confidenza coi mezzi e con le strade e il senso di soddisfazione in ritorno è praticamente immediato: da questo punto di vista, bene anche il senso di differenza tra un veicolo e l'altro, con la percezione netta delle differenza di peso, di potenza e di categoria.Interessante, anche se meno sfruttata di quanto previsto da parte della community, la possibilità di creare il proprio hub costruendolo pezzo per pezzo: aggiunta con un grande potenziale, ma che non attira reale interesse per via di poca enfasi sulla meccanica. Con una storia dedicata e una progressione esclusiva, forse si sarebbe resa più giustizia a una modalità con un potenziale incredibile. La mappa, per quanto vasta e variegata, non da lo stesso effetto di immersione del Messico di Forza Horizon 5, sembrando quasi un "set cinematografico" in cui ci si è immersi, più che il reale Giappone: gli ambienti cambiano radicalmente nel giro di pochi metri e la perfezione di scenari che sarebbero stati più convincenti con un aspetto più selvaggio contribuiscono alla sensazione di guidare in un diorama più che nel vero Giappone. Attenzione, il risultato non è assolutamente di livello mediocre, anzi, stiamo volendo cercare il pelo nell'uovo. Modalità online variegata e molto viva, anche se non sempre chiare le collisioni nelle modalità online: se si impatta contro un muro ad alta velocità, il gioco ci penalizzerà con qualche secondo di stop all'acceleratore. Per quanto idea ottima per bilanciare le partite online, non è sempre chiaro quando e quanto questa penalità viene applicata, con due giocatori che ricevono penalità totalmente diverse per lo stesso impatto. In generale, però, l'online presenta modalità mordi e fuggi interessanti, sia che si voglia correre coi propri mezzi per confrontarli con quelli di altri giocatori, sia per testare le proprie capacità con modalità di gare dove le auto sono uguali per tutti i giocatori. I campionati durano 3 gare al massimo, rendendo possibile anche "una partita e via" quando si ha poco tempo. Must Have
Xbox Series X